Missione compiuta.

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Sì, mi piace la si debba vedere così. Come una missione compiuta.

Da quel 27 marzo 2013 un bel pezzo di strada per arrivare a oggi! Sarebbe difficile ricordare tutto quel che è stato fatto nei sette anni passati da presidente, ma non è poi che sia ormai tanto importante perché quel che vale davvero è come ci si sente ora nella nostra Società, passata attraverso tante belle emozioni.

Diceva il grande William Shakespeare che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni ed è per questo motivo che quelle Emozioni d’Acciaio non sono state frutto del caso. Si sa che per cercare di fare qualcosa di buono bisogna prima volerlo. Avere poi una motivazione per iniziare e poi andare avanti. Anche quando piove.

Per richiamare le parole di un poeta della canzone dirò anch’io che sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso: il lampo in un orecchio, nell’altro il Paradiso. Mi avevano chiesto di assumermi la responsabilità della presidenza e capii subito che se volevo fare qualche cosa di importante per la Libertas Scherma Salò avrei dovuto espormi e mettermi in gioco. Tempo, Misura, Velocità sono le parole magiche della Scherma e in quel momento mi diedero molta carica: durante quella prima estate, mentre concepivo questo Sito, mi resi conto che bisognava dare forma ai sogni.

Se è vero che le parole migliori sono i fatti, allora bisognava mettersi all’opera e partire da ciò che contava come priorità assoluta, ossia di portare un clima di serenità nella Società e nella Sala d’armi. La condizione di armonia nelle relazioni era necessaria a svolgere un lavoro educativo ed efficace per la crescita umana sportiva di grandi e piccoli. Chi frequenta la Sala sa che questo clima costruttivo è ormai permanente.

Oggi le Società, per piccole che siano, hanno il dovere di essere esempio e garanzia di rispetto delle normative e di trasparenza presso i Soci. Perciò era imperativo anche mettere mano con pazienza al riordino amministrativo, finanziario e fiscale perché si dorme meglio quando la coscienza è serena. Ed è bello e rassicurante sentirsi partecipi di quel che accade e di come accade, riconoscersi in uno Statuto rispettato, conoscere dati e cifre, sapere dove si sta andando. Soprattutto, per chi ha accettato un ruolo di responsabilità, conta nel suo sogno comunicare la vita della Società, tanto che si tratti dei grandi eventi quanto di quella quotidianità “spicciola” ma impegnativa che a molti Soci resta sconosciuta.

Come avviene nelle famiglie, soprattutto in questi ultimi anni, spesso il sogno non è quello di arricchirsi ma di arrivare semplicemente a fine mese. Fortunatamente la Società non ha mai sofferto di liquidità e ci si è arrivati coniugando la volontà di mantenere le quote in una fascia sociale tra le più popolari d’Italia e la ricerca costante e continua di assicurare altre risorse provenienti da sponsorizzazioni e libere donazioni. Un impegno lungo e paziente che ha permesso alla Società di essere sempre ampiamente all’attivo. Siamo una Società piccola che fino ad ora “si è accontentata” di 60 iscritti perché non ha gli spazi per accoglierne di più. Vedrete cosa accadrà nei prossimi anni!

Più è forte l’ambizione di andare il alto, tanto più è necessaria la pazienza per scavare fondamenta solide. Poiché il sogno era ed è di arrivare a risultati sportivi di eccellenza, la parte principale (anche se non sempre gratificante) è stata costituita dalla semina. Aiutati dalle circostanze, si è arrivati alla costituzione di uno Staff tecnico di professionalità e affidabilità. Nel corso degli anni è avvenuto l’avvicendamento che ha portato alla invidiabile situazione odierna. La prestigiosa Direzione tecnica affidata al Maestro Attilio Calatroni affiancato da due Istruttori, provenienti dalla Società, ha garantito un servizio costante e continuo nel lavoro tecnico e tattico in Sala e in Gara. Le cose sono destinate a migliorare ancora e sono certo che i prossimi anni saranno ricchi di belle soddisfazioni. Migliorarci: è stata la parola che anche i muri della nostra Sala potrebbero ripetere facilmente: un motto destinato ad alimentare senza sosta la crescita della fiducia in se stessi quale ingrediente fondamentale da coltivare come persone oltre che come sportivi.

Nessuno o pochissimi in Italia sapevano che esisteva la Libertas Scherma Salò. Oggi la nostra Società è uscita dal suo provincialismo ed è ben piazzata nella considerazione del Comitato Regionale Lombardo. I numerosi Eventi voluti e organizzati in questi anni hanno reso evidente il prestigio acquisito sul campo. Oggi la nostra è una Società stimata nella Federazione Italiana Scherma per quel che ha saputo fare e per come lo ha fatto. A rendere visibile l’apprezzamento per l’impegno dimostrato potrebbe essere presto in arrivo un importante riconoscimento direttamente dal CONI.

La Scherma resterà il mio sport e la mia passione per sempre, ma al momento la mia missione è compiuta e il mio sogno diventato realtà. Seth Godin, un formatore straordinario autore di numerosi best sellers ha scritto che i vincenti sanno quando è il momento di fermarsi e sanno anche come farlo al momento giusto: una decisione maturata attentamente, nella consapevolezza di altre scelte importanti che sono chiamato a fare. Mi fermo dunque qui, e sono contento che abbiate saputo capirmi, ma in queste righe sento il debito di riconoscenza verso chi mi è stato vicino e ha remato con me nella stessa direzione. Sono consapevole che tutto questo non sarebbe stato comunque possibile senza la testimonianza di serietà e di dedizione di molti Soci adulti e genitori: si sono poste le basi per un vero lavoro di squadra e i risultati si vedranno. Molto l’impegno profuso in questi anni e mi rendo conto che per molti è stato ed è  difficile capire che assumersi delle responsabilità vuol dire esporsi e “metterci la faccia”, senza maschera, in prima persona. Ma è così che si raccolgono le soddisfazioni più intense e durature, è così che si va a podio, è così che nascono amicizie straordinarie fatte di stima e lealtà, affetto sincero e condivisione.

Missione compiuta, ma senza esaltazione. Da tempo mi sono fatto una mia idea di successo. Ed è quella che ha espresso magistralmente  il filosofo Ralf Waldo Emerson e che oggi è il mio premio di questi sette anni: “Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo”.

Un abbraccio.

Mauro